Frankenstein Junior – Mel Brooks

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TITOLO ORIGINALE: Frankenstein Junior

ANNO: 1974

GENERE: Comico, parodia

DURATA: 101 min

REGISTA: Mel Brooks

SOGGETTO:  Frankenstein di Mary Shelley

PAESE DI PRODUZIONE: USA

VOTO: 8/10

Campione d’incassi nel 1975, la pellicola è ispirata al racconto di Mary Shelley e ai celebri film in bianco e nero di quell’epoca; a “Frankenstein” di James Whale del 1931, al suo seguito “La moglie di Frankenstein” e in generale a tutte le altre pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley.

Iniziamo col dire che è pieno zeppo di citazioni e easter egg e ‘sta cosa a noi gente impallata che ci piace avere tutto sotto controllo, che osserviamo ogni minimo dettaglio e ci sentiamo fighi se qualcuno mette una citazione che il resto del mondo non capisce, piace, a partire dal fatto che è ambientato in Transilvania ma tutti parlano tedesco (riferimento all’originale Frankenstein di Mary Shelley).

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La fotografia e la resa dei colori è magistrale e considerate che è un film del 1974; negli anni ‘70 c’era già la ripresa a colori e soprattutto il cinema si stava evolvendo, ma Brooks no, lui sceglie il bianco e nero, e soprattutto sceglie di fare una parodia di tutti i film di Frankenstein fatti fino ad ora.
Nonostante sia utilizzata la tipica ripresa degli anni trenta, la fotografia è pulitissima, i colori sono netti e le inquadrature perfette rendono tutto il film particolarmente nostalgico, il tutto è architettato rifacendosi ai titoli storici degli anni ’30 e ’40, trasmettendo così ancor più la sensazione di trovarsi ad assistere ad un film letteralmente fuori dal tempo e destinato a essere ricordato per l’eternità.
Oltre alla regia, la maggior parte del lavoro lo fanno gli attori (proprio quel particolare che mi ha tenuto incollata alla tv da bambina), a partire dal protagonista, Gene Wilder, una perfetta macchina comica iperespressiva e dai due co-protagonisti: la buffa e spaesata Creatura (Peter Boyle), e soprattutto la figura di Igor (Marty Feldman), la cui immagine è nota a tutti, pure a coloro che ancora non hanno mai visto il film.

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E’ proprio dall’interazione tra regista e attori che nasce la comicità unica e intelligente che solo questo film possiede. Ad esempio noterete che la gobba di Igor cambia posizione durante il film più e più volte; a primo impatto potrebbe sembrare un errore (come tante altre particolarità potrebbero sembrare), ma sin dal primo cambio di posizione della malformazione vediamo che anche gli altri personaggi interagiscono con questo fatto palesando che dietro ciò ci sia la volontà del regista; ma è più corretto dire che ciò scaturisca da Marty Feldman, il quale durante le riprese spostava di sua iniziativa la gobba e ciò divertì talmente tanto Brooks che decise di inserire questo “errore” nel film.

Tutto ciò fa riflettere su come si sia evoluta la comicità nel tempo; al giorno d’oggi abbiamo o film comici-stupidi oppure commedie tragicomiche che fanno riflettere ma hanno anche un ricco bagaglio culturale su cui riflettere. Invece questo film è bello proprio perché intorno alla bassa comicità e alla battuta facile, c’è una rigorosa ricerca del dettaglio e soprattutto vuole sorprendere lo spettatore con tutta quella moltitudine, voluta o non voluta, di easter egg (se volete conoscerli tutti potete cercarli o sul sito ufficiale o su wikipedia).

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Mi ricordo anora quando i miei genitori riportarono la videocassetta a casa per imparare l’inglese tutti insieme appassionatamente. Io avevo poco più di 6 anni e mia sorella 4, quindi di inglese non ci capivamo niente; dato che i miei genitori non gradivano la sottile ironia presente nel film e perciò si alzarono dal divano bofonchiando “ma che è sta roba?”, ecco! E’ proprio quello il momento in cui quel film diventò mio.
Ripeto, da piccola non capivo nulla di inglese ma nonostante ciò guardavo e riguardavo il film per tutto il giorno non pensando nemmeno a quale potesse essere la trama, mi bastava la comicità che talmente ben fatta non necessita di parole per essere capita. Era anche lo stesso periodo nel quale ero impallatissima con Nightmare Before Christmas che con il suo stile molto lugubre mi affascinava ogni volta di più. Ritrovando tale stile dark anche in Frankenstein Junior è stato un automatismo che mi piacesse anch’esso seppur non capissi le parole.
Inoltre gli ampi movimenti, le urla, le risate, insomma la caratterizzazione e la caricatura dei personaggi, assolutamente adatte a stregare qualsiasi bambino, contribuirono ad aumentare il mio amore per questa pellicola.
Crescendo mi sono totalmente dimenticata dell’esistenza di FJ, fino al giorno in cui il mio professore di italiano e latino del liceo scrisse sulla lavagna: schwanzstucker.

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Li mi si accese una lampadina, mi sono passati davanti tutti quei pomeriggi passati davanti alla tv! Perciò decisi di rivedere il film, ma in italiano questa volta…BAM! Mi si aprì un mondo. Comprendendo per la prima volta i dialoghi riuscì, finalmente, a capire anche la trama e realizzai che era il film comico più bello che avessi mai visto. Non tanto per le battute (comunque divertentissime), ma più per il suo essere assurdo sotto ogni punto di vista.
Insomma se non avete mai visto questo film, vedetelo assolutamente e non con preconcetti o con la pretesa di estrapolare da esso una grande morale (eccetto tutta quella relativa al mito di Frankenstien), poiché il film non ha assolutamente questa pretesa, ma con la sola voglia di passare del tempo rilassandosi e divertendosi.

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-TGirl&IlGeco-

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