Il blu è un colore caldo – Julie Maroh

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TITOLO ORIGINALE: Le bleu est une couleur chaud

PAESE: Francia

ANNO: 2010

N° PAGINE: 160

CASA EDITRICE: Rizzoli Lizard

PREZZO: 16 euro

ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO: La vita di Adele di  Abdellatif Kechiche

VOTO: 6.5/10

Avevo sentito molto parlare de “La Vita di Adele” e quando ho scoperto che il molto citato film veniva da un fumetto, mi sono fiondata a comprarlo.
Nonostante il disegno non sia dei migliori, le tavole sono una gioia per gli occhi: acquarelli stupendi, matite ben delineate, e soprattutto è eccezionale la scelta di adottare solo il colore blu per tutto quello che riguarda la vita passata delle due ragazze. Infatti la storia è descritta attraverso il colore e nella maggior parte delle tavole a prevalere è un senso di oppressione, paura e insicurezza trasmesso attraverso colori scuri, un tratto sporco e sbiadito. L’unica luce in tutta questa tristezza è proprio il colore blu. Ogni volta che compare, con lui giunge anche l’amore e la speranza.

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La storia non è lineare, inizia con la fine e ha al suo centro tutto lo svilupparsi della storia che ha come fine le pagine iniziali, è dunque un cerchio che inizia con un enorme flashback.
La cosa che mi piace di questa storia, è che non parla propriamente solo del rapporto tra le due ragazze (come invece fa il film), anzi, questo racconto è molto ben contestualizzato in una Francia che ha problemi ad accettare l’omosessualità, in degli amici che hanno solo dei pregiudizi, e di una famiglia che non accetta il “comportamento” della figlia.

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Nonostante questo, nonostante ci fossero le basi per fare finalmente un fumetto sul coming out, che parli della dura e triste verità che devono sopportare tutti gli adolescenti del mondo e soprattutto tutte quelle persone che non hanno un vero e proprio supporto da parte del mondo che li circonda, il fumetto mi ha deluso.
Mi ha deluso non per la fine (seppur prevista dall’incipit del romanzo), ma per come è stato sviluppato.
Chiunque si sia mai innamorato si riconoscerà nelle pagine di questa graphic novel, al di là del proprio orientamento sessuale: i dubbi, le indecisioni, la passione, le delusioni, la follia, le litigate, la riconciliazione, il piacere e il dolore sono tutti sentimenti che ognuno di noi prova e che la Maroh disegna benissimo, ma sono proprio queste sensazioni che hanno condizionato negativamente il mio giudizio. Non perché non le provi anche io, ma perché sono troppe romanzate, lacchate da cima a piedi, così tanto che sembrano confetti, come per esempio, la famosissima frase:
“Hai mai avuto vergogna di essere così?”
“Solo l’amore può salvare questo mondo. Perché dovrei vergognarmi di amare?”

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La cosa che mi ha disturbato principalmente è tutta l’immensa lentezza con cui si svolge la decisione di Clementine se accettare nella sua vita o no Emma. Finalmente quando capisce che sarà per sempre la donna della sua vita, commette uno sbaglio fatale che fa ricadere giù tutto quello che avevano costruito.

Complessivamente il romanzo mi è piaciuto ma se devo proprio esprime un giudizio, tutta la parte finale mi è sembrata un po’ banale e scontata, perché diciamocelo: se uno fa una cosa, la fa perché ne ha l’intenzione, non perché ha crisi esistenziali e agisce senza sapere le conseguenza.
Però nonostante questo, consiglio questo volume a tutti coloro che stanno cercando una storia d’amore complessa, travagliata e molto molto ragionata, cosa che probabilmente io non faccio, perché solitamente sono più impulsiva e istintiva.
Magari per cambiare opinione potrei rileggerlo tra un paio d’anni, poi vi dirò come è andata 😉

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-TGirl-

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