Diaz – Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari

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TITOLO ORIGINALE: Diaz – Don’t Clean Up This Blood

ANNO: 2012

GENERE: Drammatico

DURATA: 127 min

REGISTA: Daniele Vicari

PAESE DI PRODUZIONE: Italia

VOTO: 7.5/10

Diaz è il nome della scuola di Genova resa tristemente celebre a causa della violenta irruzione della polizia avvenuta la sera del 21 luglio 2001, al termine dei lavori della conferenza del G8. La particolarità del film è quella di non avere al centro dei veri e propri protagonisti, quanto una moltitudine di storie. Tutti i personaggi, di etnie, religioni e paesi differenti, ciascuno secondo il proprio ideale, sono ospiti della Scuola Diaz dove nella notte un blitz della polizia ha portato all’arresto di 93 persone e al ferimento di 63. La motivazione ufficiale è quella della ricerca di un nucleo di black block che sarebbe nascosto all’interno dell’istituto, ma l’intento di un’incursione così violenta è piuttosto chiaro: colpirne uno per educarne cento.

Diaz 2 Il film rielabora uno dei momenti più bui della storia recente della nostra Repubblica, nel quale la giustizia non ha fatto il suo compito, venendo questo giorno così soprannominato la più grave violazione dei diritti umani dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Per ricostruire quei fatti era doveroso attenersi agli atti processuali e alle testimonianze dei protagonisti e sta proprio in quelsto la bellezza del film: nella sua veridicità, seppure sia cruda e a volta nauseante tanto da costringerti a distogliere lo sguardo per cercare di non immedesimarsi nei ragazzi brutalmente colpiti. Nell’essere fedele e pragramatico, raccontando per filo e per segno cosa successe quella notte senza prendere una reale posizione.

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Nonostante sia così ben fatto, con un cast eccellente (Santamaria nel ruolo del polizziotto o Elio Germano nel ruolo del giornalista), non ho molto apprezzato la scelta di inserire una storia sentimentale, che si sente forzare molto con il resto del film, e soprattutto mi aspettavo una maggior presa di posizione; comunque ho ampiamente apprezzato i dialoghi in lingua originale, facendolo così diventare un film per tutte le nazioni, come era effettivamente la vicenda. Nonostante il film sia tutt’altro che piacevole alla vista, vedetelo con la consapevolezza che ha come obiettivo quello di raccontare ad un paese che spesso e volentieri dimentica questo evento segnato da una violenza brutale.

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-TGirl-

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